5 maggio 2017

ICAOR11: il Professor Gallace di Milano alla terza giornata di conferenza in AIMO

Nel pomeriggio di domenica 23 aprile, il Professor Alberto Gallace dell’Università degli Studi di Milano Bicocca presenta il concetto di ‘body matrix’.

Dopo l’intervento del Professor Janig, nella mattinata di domenica 23 aprile, il Professor Alberto Gallace, ha aperto la sessione pomeridiana dei lavori dell’11° dell’International Conference on Advances in Osteopathic Research (ICAOR), organizzato dall’Accademia Italiana di Medicina Osteopatica AIMO in collaborazione con British College of Osteopathic Medicine di Londra, istituzione che ha fondato la Conferenza.

L’ultimo keynote speakers di ICAOR11 è ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, dove insegna psicologia del comportamento umano. L’attività di ricerca del Professor Gallace si concentra sullo studio delle correlazioni cognitive e neurali della percezione somato-sensoriale, del dolore e della rappresentazione corporea.

Durante il suo intervento dal titolo “Body, Space and Pain in the brain: the concept of body matrix”, Gallace introduce il concetto di ‘Body Matrix’, che descrive la rappresentazione neurorale del corpo. In particolare, il Professore illustra come vi siano alcune fondamentali variabili che concorrano alla rappresentazione del proprio corpo: variabili spaziali (dove sono?); variabili sensoriali (vista, tatto, udito e propriocezione); variabili fisiologiche (omeostasi), e il complesso sistema di protezione del corpo, con i suoi meccanismi (attenzione, dolore, movimento).

Il risultato dell’interazione reciproca di ciascuno di questi elementi e variabili è alla base della rappresentazione coerente che il nostro cervello fa del corpo e della sua collocazione nello spazio.

A supporto e integrazione di quanto detto, il Professor Gallace presenta alcuni studi sul dolore, evidenziando come dagli esperimenti fatti, la percezione del dolore nel soggetto possa essere forviata da una distorsione visiva: se per esempio ingrandiamo l’immagine di un nostro arto dolorante, anche il dolore aumenterà, e vice versa.

Estremamente significativi a questo proposito sono i risultati di alcuni esperimenti svolti su pazienti affetti da sindrome algodistrofica ad una mano. Durante questi studi, prima era stata registrata con risonanza funzionale l’attivazione delle aree corticali del dolore proiettato dai soggetti; successivamente, attraverso stimolazioni percettive dell’arto, si è visto come queste aree variavano, riducendosi.

I lavori presentati consentono alcune immediate conclusioni, di non secondaria importanza per chi si occupa di cura del dolore:

  • Lo studio del dolore richiede uno studio dei meccanismi di rappresentazione del corpo.
  • La coerenza delle informazioni sensoriali influisce sul modo in cui noi rappresentiamo il corpo e moduliamo tale rappresentazione.
  • Le variabili connesse alla rappresentazione del corpo (spaziali, omeostatiche, sistema di protezione), sono interconnesse tra loro.

Infine, il Professore dedica una particolare attenzione al senso del tatto, su cui ha personalmente condotto interessanti ricerche: il tatto, primo senso sviluppato dal feto (prima ancora della vista!) “è una variabile incredibilmente importante per il successo di una terapia, per il benessere del nostro corpo e per la sua rappresentazione” sottolinea Gallace, ricordando in particolare la “Kagaroo care” o terapia marsupiale, ampiamente utilizzata oggi nei reparti di neonatologia, dove ha dimostrato grande efficacia nella riduzione della mortalità in caso di nascite premature e nel controllo del dolore del nascituro, con un’influenza positiva sullo sviluppo neurologico e psicologico del piccolo.

Gallace quindi conferma l’importanza e l’efficacia delle terapie tattili, quali anche il Trattamento Manuale Osteopatico, ma consente anche ulteriori utili riflessioni per quanto riguarda l’ambito medico osteopatico.

Sul piano della diagnostica, sarà infatti importante tenere conto di come l’interpretazione del dolore, così come viene percepita dal soggetto, sia il risultato di una processo di rappresentazione in cui concorrono numerose variabili (body matrix). Variabili su cui l’osteopata e il Trattamento erogato possono agire positivamente, partecipando a loro volta all’elaborazione del dolore nel soggetto trattato.

 

 



 

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